Quattro passi per rigenerarsi
Dal bianco candido dei meli in Val di Non ai prati multicolore del Monte Casale, la primavera regala panorami incredibili lungo i sentieri del Trentino. Le escursioni si snodano dalle vallate fino alla media montagna, seguendo il ritmo della natura: tra aprile e giugno, il paesaggio si trasforma in un tripudio di colori, dal rosa delle peonie di Dromaè ai tappeti di gigli del Monte Baldo. Questi percorsi facili permettono di immergersi nella bellezza di boschi, laghetti e paesaggi alpini con soste in punti panoramici eccezionali.
Camminate tra le fioriture più spettacolari
C’è una zona ben definita per ogni mese, o forse settimana, e ad individuarla è l’altimetria. Si parte a fine aprile dalla valle dell’Adige e dalla Val di Non con i meleti e i ciliegi e si arriva a fine giugno tra i tappeti di gigli, astri e botton d’oro sui prati di montagna, nel Parco Naturale Locale del Monte Baldo, o di rododendri sul Lagorai.
Queste semplici escursioni, a quote non troppo alte, coniugano il piacere degli occhi con il benessere del camminare, lasciandosi trasportare dal richiamo della bella stagione che arriva. Perché il potere rigenerante delle fioriture, si sa, aiuta a stare bene. Con sé stessi e con il mondo circostante. www.visittrentino.info/it/articoli/natura-pura/fioriture-primavera
In Val di Non. Con l’avanzare della primavera, la valle delle mele, da grande distesa verde, in pochi giorni, si colora di un bianco candido e di un rosa tenue. La fioritura dei meli, a fine aprile, è un momento irripetibile per andare alla scoperta di questa valle ricca di piccoli borghi carichi di storia e di ambienti naturali davvero particolari come i canyon attorno al lago di Santa Giustina. Una fioritura lunga e assai colorata che si spinge verso l’alto con il procedere della bella stagione. E i luoghi delle successive fioriture, anche le più tardive, sono tutti facilmente accessibili.
Camminare tra queste fioriture fa bene agli occhi, al corpo ed alla mente. Dal centro di Romallo parte il percorso didattico Al Meleto, una passeggiata adatta ad ogni età, che si snoda per 5 km tra distese di alberi di mele, nuvole di petali bianchi e rosa, verdi colline e panorami sui canyon della Val di Non e il lago di Santa Giustina.
Un altro percorso adatto a tutti è quello che da Castel Cles porta alla frazione di Maiano e al rione di Pez, attraversando le distese di meleti che si affacciano sul lago di Santa Giustina. La passeggiata è impreziosita dalla chiesetta dei Santi Pietro e Paolo, che si affaccia sulla valle e l’antica chiesetta di San Vigilio, incastonata nell’abitato del rione Pez.
Poco dopo la partenza si percorre Via del Castello, dove è possibile fermarsi ad ascoltare il “frutteto sonoro”, dove i meli fioriscono al suono della musica più rilassante.
Malga Sas - Val di Fiemme. Questa facile escursione porta a scoprire i pascoli ricchi di fiori e un fantastico balcone con vista sulla Val di Fiemme. Malga Sass, adagiata tra i prati in fiore, si raggiunge in automobile da Valfloriana. A piedi in circa mezzora si raggiunge loc. “Pradi da le Fior”, un alpeggio che offre un’eccezionale vista sulla Val di Fiemme, e dove tutto invoglia a una sosta picnic. L’escursione procede quindi in leggero saliscendi fino a Malga Coston, storico alpeggio di Valfloriana oggi ristrutturato, risalente agli inizi dell’800 e da qui un sentiero pianeggiante riporta alla Malga Sass.
Dromaè. Siamo in una tra le località più belle della Valle di Ledro, particolarmente in tarda primavera. Prati verdi, viste impareggiabili sul lago, fiori selvatici a tracce storiche rendono questo percorso davvero spettacolare. Peonie rosa e narcisi bianchi punteggiano i pendii di Dromaè da maggio all’inizio di giugno. Le peonie crescono lungo il sentiero botanico, mentre i narcisi sono concentrati nei prati sopra i “casinei”, le baite degli abitanti di Mezzolago per l’estate. Ma qui si osservano anche le orchidee montane, più difficili da individuare.
Il belvedere di Dromaè è un punto panoramico eccezionale sulla Valle di Ledro. Lungo il percorso si incontrano trincee e tunnel della Grande Guerra, quando su questi versanti correva la prima linea del fronte.
Il territorio del Parco Naturale Locale del Monte Baldo è conosciuto fin dal medioevo dai botanici di tutta Europa per la sua straordinaria biodiversità e ricchezza di specie endemiche preglaciali. Per osservarla ci si può incamminare lungo uno dei percorsi che formano il "Trekking delle malghe e dei fiori del Baldo". Le fioriture più spettacolari si possono ammirare camminando dal rifugio Graziani verso Malga Campo, Bocca Paltrane per raggiungere il rifugio Malga Campei nella Val Paròl. E appena sciolta l’ultima neve, tappeti di bucaneve circondano il sentiero che da Polsa di Brentonico sale in direzione di Malga Susine fino alla Bocca d’Ardole e alle postazioni della Grande Guerra sul Corno della Paura.
Dove ammirare le più belle fioriture del Monte Baldo
Il Monte Casale è la montagna più panoramica della valle delle Terme di Comano: un orizzonte a 360° di cime è lo spettacolo che ci attende dalla vetta, ma non è l’unico. Sull’esteso tappeto di praterie sommitali i colori si mescolano ai delicati profumi di decine e decine di specie floreali: Crocus, Tulipani di montagna, Orchidee, Peonie Officinali, Genziane, Gigli martagone, Rododendri, Ginestre stellate, e ancora la Sperula, il Mirtillo rosso, l’Arnica di montagna, l’Erica erbacea e lo Spinacio alpino. La salita sul Monte Casale è un percorso facile e senza particolari difficoltà, adatto alle famiglie. Con un permesso acquistabile presso l’Albergo Panorama nell’abitato di Comano si sale fino al parcheggio in località Le Quadre da dove si prosegue a piedi su una strada sterrata che sbuca sui prati sommitali. Raggiunto il rifugio Don Zio si sale fino alla vetta e al punto panoramico che si affaccia sulla Valle dei Laghi.
Altre passeggiate consigliate.
Ai piedi delle Dolomiti
I Petali della Val di Fassa. “Troi” nella lingua ladina significa sentiero; erano e sono cammini di montagna che dal fondovalle attraversano boschi, roccia e testimonianze architettoniche di vita vissuta, collegando valichi e valli. Venivano utilizzati da pastori, commercianti e lavoratori migranti per partire e tornare a casa, in Val di Fassa. Oggi sono di nuovo percorribili grazie ad un'apposita mappatura, segnata da cartelli, che indicano la via. Passeggiate che disegnano “petali” intorno ai borghi del fondovalle da cui partono e dove arrivano. www.fassa.com
Primiero Slow Tour è una proposta che tocca percorsi a quote più basse, tra i boschi e i prati di media montagna ai piedi delle Pale e delle Vette Feltrine. Da Fiera di Primiero raggiunge alcune delle località più belle del territorio come la Val Canali, Passo Cereda, Caltena e i prati di San Giovanni, il lago della Noana, i prati della Vederna, prima di tornare nel fondovalle di Primiero. Un viaggio in cinque tappe pernottando in rifugio da vivere con il naso all’insù, ammirando i magnifici scenari dolomitici delle Pale di San Martino e le imponenti distese erbose delle Vette Feltrine, attraverso boschi e prati per scoprire la natura, il cibo e la cultura alpina della Valle di Primiero. Altre info qui
Gli itinerari dell’acqua, Madonna di Campiglio. Sono passeggiate a bassa e media quota nel Parco Adamello Brenta, dove scorre l’acqua, o dove fa da riflesso allo scenario tutt’intorno. Cascate, torrenti e laghetti: lo scroscio dell’acqua ti accompagna in questa esperienza nella natura che si risveglia.
I baby trekking dell’Alpe Cimbra
Agli appassionati di trekking l'Alpe Cimbra offre l'habitat ideale per escursioni di ogni difficoltà. Le escursioni a Folgaria, Lavarone, Luserna e in Vigolana, spaziano dalle camminate più semplici immerse nei pascoli e nelle estese distese boschive, fino alle escursioni più alpinistiche nei gruppi della Vigolana e Pasubio.
Ci sono anche tantissimi sentieri per famiglie come i nuovi Baby Trekking a Folgaria, Lavarone, Luserna e in Vigolana, percorribili con il passeggino, Sentieri tematici caratterizzati da installazioni che raccontano la storia, la cultura, la natura e le leggende di questi luoghi. Tra questi, a Luserna, c’è il Sentiero dell'immaginario, Dalla Storia alle Storie; a Lavarone, il Respiro degli alberi, il Sentiero delle sorgenti e il percorso Lavarone Green Land, che raggiunge il Drago Vaia; a Folgaria, il Sentiero dell'acqua e il Sentiero del Biotopo di Ecken; in Vigolana, il sentiero Le Fiabe nel bosco e il Parco fluviale del torrente Centa.
Sul filo della storia si cammina sulle tre tratte del Sentiero della Pace, da Passo Coe a Luserna, o sul percorso della Forra del Lupo, una lunga trincea di crinale, scavata tra alte pareti di roccia, con feritoie, osservatori e caverne affacciati sul Gruppo del Pasubio, montagna simbolo della Grande Guerra.
Passeggiando attorno ai laghi
Ai piedi della Paganella, l'azzurro del lago di Molveno - tra i più belli d'Italia per Touring e Legambiente - e le guglie delle Dolomiti di Brenta riflesse nelle sue acque. Due estremi di bellezza che accompagnano gli escursionisti dall’antica segheria veneziana “Taialacqua” a Molveno - rimessa in funzione dal Parco Adamello Brenta - fino all’alpeggio di Malga Andalo, al cospetto della grande parete del Croz dell’Altissimo, meta di questa escursione.
Il giro dei laghi dell'Altopiano di Piné è una passeggiata rilassante e pianeggiante, che può anche essere accorciata ad uno dei due laghi di Serraia o quello delle Piazze. Il percorso si snoda attraversando la riserva naturale “Paludi di Sternigo”, tocca poi un maneggio, punti ristoro e spiagge libere e attrezzate con aree gioco, per giungere sulla sponda finale del lago delle Piazze. Da qui il ritorno può essere effettuato sulle sponde opposte. È un 'itinerario quasi interamente pianeggiante di circa 9 km, che si percorrono in circa 2 ore partendo dalla loc. Serraia o loc. Lido, sul lago di Serraia.
Chiunque visiti la Valle di Ledro non può lasciarsi sfuggire la passeggiata che costeggia il lago di Ledro. Con le sue quattro spiagge e i suoi paesini (Pieve, Mezzolago e Molina) e naturalmente il villaggio palafitticolo e i boschi di Pur. Da Pieve di Ledro si scende alla piaggia e poi si imbocca la pista ciclabile che conduce fino alla spiaggia di Pur. Giunti al Museo delle Palafitte si torna verso la spiaggia e si imbocca di nuovo il percorso pedonale. Dopo poco più di un chilometro si attraversa la strada statale salendo fino al punto panoramico per poi scendere verso il paese di Mezzolago dove si riprende il percorso lungolago che riporta a Pieve.
Altre passeggiate in Trentino a primavera QUI