Nel segno del barocco e del Leone di San Marco

Nelle chiese di San Marco e San Giovanni a Rovereto

Ogni città ha un’età dell’oro, ricordata nei secoli con orgoglio e un pizzico di nostalgia. Rovereto non fa eccezione. Il suo secolo d’oro è il ‘Quattrocento, quando la città era sotto il dominio della Serenissima, che trasformò quello che era un piccolo borgo medievale in una cittadina strategica da un punto di vista militare, culturale ed economico. 

Ancora oggi, se visiti il centro storico di Rovereto, vedi sui palazzi e nelle piazze il famoso Leone di San Marco, simbolo di Venezia. Quello che forse non sai è che molte di quelle opere sono state realizzate secoli dopo l’esperienza veneziana. Fa eccezione il Leone sulla facciata della chiesa di San Marco, che risale proprio a quel secolo glorioso. Ed è da questa chiesa nel cuore della città che comincia il nostro viaggio nelle chiese di Rovereto. 

Turismo religioso in Trentino: nelle chiese di Rovereto

Chiesa di San Marco, Rovereto

L’ingresso della chiesa è piuttosto austero, se non fosse per la grande statua del Leone di San Marco proprio sopra il portone. Varcata la soglia cambia tutto. Gli interni, infatti, presentano lo sfarzo dello stile barocco, con colonne tortili e ben nove altari marmorei del XVIII secolo. 

Oltre alla sua bellezza, però, la Chiesa di San Marco ti colpisce per due storie curiose che la riguardano.  

La prima risale al 1769. Il grande compositore Wolfgang Amadeus Mozart, all’epoca tredicenne, aveva intrapreso il suo famoso viaggio in Italia, durante il quale stupì tutti con il suo straordinario e precoce talento. Rovereto ebbe la fortuna di essere lungo la rotta e l’artista, il 26 dicembre di quell’anno, si esibì in uno storico concerto, suonando proprio uno degli organi che ancora oggi puoi ammirare in questa chiesa. 

La seconda storia è di quasi un secolo dopo. Siamo a cavallo tra il 1834 e il 1835, quando la chiesa ebbe come arciprete uno dei personaggi più illustri del Trentino e uno degli intellettuali più stimati d’Italia, il teologo e filosofo Antonio Rosmini. Beatificato nel 2007, Rosmini era un grande amico di Alessandro Manzoni che lo definì “una delle sei o sette intelligenze che più onorano l'umanità”. 

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Chiesa di San Giovanni, Borgo Sacco, Rovereto 

A differenza della Chiesa di San Marco, la chiesa di San Giovanni non tradisce lo sfarzo barocco già dalla facciata esterna, con un arco trionfale che ne sovrasta l’ingresso. Non a caso questa chiesa è un simbolo del barocco trentino. 

Gli interni confermano le aspettative, con un tripudio di affreschi del XVIII secolo, realizzati da Gaspare Antonio Baroni Cavalcabò, che ti accompagnano all’altare, opera dello scultore Cristoforo Benedetti.  

Di particolare bellezza è la cappella dell'Annunziata, eretta da Guglielmo Bonfioli, curato della chiesa dal 1645. Si fa notare per la sua forma imponente, con la sua cupola ottagonale che la copre e la meridiana con lo stemma della famiglia Bonfioli posta sulla parete esterna. 

 

Se hai ancora occhi e cuore pieni della magnificenza barocca, fai un salto a Riva del Garda, dove c’è una chiesa con una storia molto particolare.  

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Pubblicato il 25/03/2025