Uno scrigno che custodisce un tesoro
Uno scrigno che custodisce un tesoro
I motivi per visitare il Museo Diocesano sono tanti, ma ce ne sono tre che lo rendono un must per chi visita la città.
Il primo è che il museo riunisce in un unico luogo le opere di arte sacra provenienti dalle diocesi del Trentino, formando una collezione ricca e diversificata che racconta in maniera esaustiva l’evoluzione dell’arte nelle diverse aree del territorio.
Inoltre, il museo si trova in posizione strategica, in pieno centro città, in un palazzo storico con una vista spettacolare sulla città. La visita dura un’ora (due, se decidi di salire anche sulla torre), vale la pena fare questo break culturale, tra una passeggiata in centro e un aperitivo.
Il motivo più gustoso però ce lo siamo tenuti alla fine. Ti abbiamo già raccontato quanto siano preziosi gli arazzi fiamminghi conservati nel museo, ma le sale del Palazzo Pretorio custodiscono qualcosa di ancora più prezioso, in un luogo dal nome evocativo, la Sala del tesoro della cattedrale.
Appena ne varchi la soglia noti il luccichio degli ori che brillano nelle teche, indifferenti allo scorrere dei secoli. Tra questi c’è un sontuoso Pastorale del Vescovo Giorgio Hack (1458 circa), elegante ed estremamente curato nei dettagli. In una teca è custodita l’Urna processionale di San Vigilio, risalente al 1632, che da secoli viene portata in processione il 26 giugno. Inoltre, la stanza conserva anche un piccolo altare portatile, oggetto rarissimo, appartenente a Federico Vanga (primi anni del XIII secolo). Il principe vescovo viaggiava molto e portava con sé questo piccolo altare in legno rivestito con lamina d’argento dorato, al centro del quale c’è un foro che custodisce reliquie, sigillate da una lastra di porfido.