In Trentino alla scoperta dei carnevali alpini
All'origine dei riti che a marzo animeranno comunità e valli trentine vi è l'ancestrale rapporto con la natura e i suoi elementi più misteriosi, capaci di influenzare la vita delle popolazioni di montagna. E spesso si tratta di rappresentazioni antichissime quanto originali oggi tenute vive dall'impegno di tante associazioni locali
Maschere e costumi dei più bizzarri, sfilate di carri allegorici, scherzi, lanci di coriandoli, musica e l'immancabile profumo dei dolci tipici - grostoi e frittelle su tutti - e del vin brulè che pervade le strade e le piazze di numerosi paesi. Anche in Trentino è tempo di Carnevale. E in alcune valli questo periodo si carica di significati ancestrali, le cui origini si perdono nel tempo e le cui rappresentazioni evidenziano lo stretto rapporto fra l'uomo, gli elementi e i cicli della natura, soprattutto attraverso le originali figure e i personaggi che li animano. Ecco alcuni degli appuntamenti più originali.
Tra i più scenografici c'è sicuramente il Carnevale Ladino, nel suggestivo scenario dei paesi ai piedi delle Dolomiti della Val di Fassa. Ai piedi del ghiacciaio della Marmolada, le antiche tradizioni rivivono grazie al "Grop de la Mèscres da Dèlba e Penìa" ("Gruppo delle maschere di Alba e Penìa"). Ogni 17 gennaio, in onore di Sant'Antonio Abate, si "deslea carnascèr", inaugurando ufficialmente il Carnevale. Il 20 gennaio, per San Sebastiano, i festeggiamenti si spostano a Penìa e, da quel momento, l'intera Val di Fassa si anima dal Giovedì fino al Martedì Grasso (27 febbraio - 4 marzo) con sfilate, carri allegorici, feste in piazza, balli in maschera, slittate e fiaccolate con le tradizionali “mascherèdes”, spettacoli satirici nella lingua locale, le sfilate di "Bufòn", "Marascons" e "Lachè" che indossano le tipiche maschere di legno realizzate dagli artigiani della valle. www.fassa.com
Il Carnevale asburgico di Madonna di Campiglio, dal 2 al 7 marzo, ci proietta nei fasti e nello spirito da Belle Époque quando la principessa Sissi e l’imperatore Francesco Giuseppe soggiornarono nella località, proiettandola nell'élite delle destinazioni del turismo alpino più di moda. Tra i momenti clou di questo appuntamento c’è la “Sciata Asburgica” sulle piste della skiarea di Madonna di Campiglio lunedì 3 marzo; una sciata in costume d'epoca insieme alla coppia reale e alla sua corte accompagnati dai maestri di sci campigliani, indossando lei la gonnellona e lui l’abito da ufficiale / ussaro. “Un tè con Sissi”, mercoledì 5 marzo per scoprire aneddoti e curiosità sull’imperatrice d’Austria Elisabetta “Sissi” e sulle sue villeggiature a Madonna di Campiglio, tra immagini, chiacchere e ricordi nel prestigioso Salone Hofer. A seguire, un buon tè caldo, pasticcini e la Principessa vi faranno vivere in prima persona, l'autenticità del "momento del tè" particolarmente amato dall’imperatrice. E infine il Gran ballo dell’Imperatore nello splendido Salone Hofer, il 7 marzo, fra dame e principi asburgici in splendidi abiti e gli immancabili valzer e dove ogni dettaglio è studiato per evocare il clima e la magia del XIX secolo. www.campigliodolomiti.it/it/esperienze
In Val di Fiemme, nel paese di Valfloriana, il Carnevale dei Matoci in calendario sabato 1 marzo a partire dalle ore 10 proporrà un lungo corteo di personaggi con caratteristiche maschere lignee e costumi particolarmente sgargianti. Matoci, Arlechini, Sonadori, Spose, Bele e Paiaci, le figure che caratterizzano questo carnevale itinerante mantenuto vivo dalla locale Pro Loco si muoveranno da una frazione all'altra del Comune, partendo da Secina e in successione Montalbiano, Valle, Dorà e Villaggio.
Il Carnevale di Grauno, nella vicina Val di Cembra, in programma dal 28 febbraio al 4 marzo 2025, rappresenta un vero e proprio filo diretto con epoche passate. È un rito animato dai giovani del paese e che culmina il Martedì Grasso con l’accensione di un grande albero, una conifera, elemento di antichi riti precristiani di propiziazione e di fecondità. Questo momento conclusivo è preceduto da un complesso rituale che prevede il prelievo del pino dalla montagna soprastante, il suo trascinamento in piazza, la rappresentazione di una commedia con la “condanna” dell’ultimo maschio andato sposo, fino al battezzo del pino e quindi l’innalzamento del maestoso albero nella “Busa del Carneval”. www.visitfiemme.it
In Alpe Cimbra doppia fiaccolata con le Scuole di sci di Folgaria e Lavarone
Sull’Alpe Cimbra, il Carnevale si illumina lunedì 3 marzo dalle ore 21.00 con la magia delle grandi fiaccolate sulla neve proposte dalle Scuole di Sci di Folgaria e Lavarone.
A Costa di Folgaria sotto il cielo stellato e alla luce delle fiaccole andrà in scena lo spettacolo senza tempo degli sciatori in abiti d’epoca. I maestri di sci indosseranno i panni dei pionieri dello sci alpino: sci di legno ai piedi, maglioni di lana fatti a mano, pantaloni alla zuava e un bastone di legno, per rievocare le origini di questo sport e il suo profondo legame con la montagna e con l’Alpe Cimbra. Un vero tuffo nel passato, tra il fascino della tradizione e l’emozione di una notte speciale. Quest’anno l’evento sarà accompagnato da una spettacolare coreografia di luci, laser e dj set e per la prima volta alla fiaccolata potranno partecipare anche i bambini con le loro torce luminose e vestiti in maschera, sempre accompagnati dai maestri della Scuola Sci di Folgaria
Stesso giorno e stessa ora, lunedi 3 marzo alle ore 21.00, sulla pista Tablat in località Bertoldi a Lavarone anche la Scuola Italiana di Sci e Snowboard di Lavarone animerà una divertentissima e coloratissima fiaccolata aperta anche agli ospiti. I Maestri di sci daranno vita a coreografie, incroci incredibili, serpentine ritmiche, quasi una danza sulla neve illuminati solo dalla calda luce delle fiaccole. Un lungo corteo luminoso di cui saranno protagonisti anche i più piccoli. www.alpecimbra.it
La mostra.
Volendo risalire alle origini culturali e alle radici antropologiche dei carnevali alpini e dei loro personaggi può risultare illuminante una visita alla mostra Selvatico sarai tu! ospitata fino al 31 maggio 2025 al Museo Etnografico Trentino di San Michele all’Adige (METS). L’Uomo selvatico è considerato il primo abitante delle montagne, custode dei segreti dell'arte casearia, conservatore di saperi ancestrali che lo hanno portato ad allontanarsi dalla civiltà, per alimentarsi solo di piante spontanee. Una figura che direttamente o indirettamente e con denominazioni differenti, irrompe anche nelle ritualità dei Carnevali alpini del Trentino. La mostra affronta questo tema nell'iconografia medievale e della prima età moderna, focalizzandosi, in particolar modo, sulle rappresentazioni presenti nell’arco alpino e in area trentino-tirolese. E mettendo in relazione gli aspetti iconografici, storici e botanici, grazie a un ricco calendario di attività rivolte a tutti i pubblici, tra eventi gastronomici, teatrali, laboratori che esplorano il selvatico in tutte le sue forme.www.museosanmichele.it/
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